restauro

Primo intervento Palazzo Zagarelli

FOCUS PROGETTO

INTRO
Dal Piano di Recupero alla fase esecutiva, tutto questo per il palazzo storico acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano e denominato Palazzo Zagarelli, oggi Borgogelli Avveduti. Ubicato in un’area significativa del Centro Storico di Fano, tale emergenza è riconducibile da un punto di vista architettonico ad una tipologia edilizia residenziale specialistica, quella dei palazzi storici, sedi di famiglie nobiliari che  hanno caratterizzato la formazione del tessuto urbanistico della città di Fano.

MANUTENZIONE STRAORDINARIA DI Palazzo Zagarelli, oggi Borgogelli Avveduti, SITO IN FANO, VIA S. FRANCESCO D’ASSISI, N° 68  PROGETTO ESECUTIVO PRIMO STRALCIO – DIREZIONE LAVORI
2020-2023   TIMELINE
Fano   CITY

TEAM PROGETTAZIONE
STUDIO DI ARCHITETTURA  Arch. M. Amadei – Arch. F. Caverni – Arch. A. Gori – Ing. Edile-Arch. F. Amadei

ESIGENZA PROGETTUALE
Il palazzo, visto il suo stato di conservazione, necessitava di un radicale intervento di riqualificazione e di restauro esteso a tutte le sue parti, verso le nuove destinazioni ipotizzate dal Piano di Recupero.

Come primo stralcio esecutivo si è stato deciso di intervenire nella copertura e nelle facciate esterne, una manutenzione straordinaria al fine di risanare la copertura dell’edificio, gravata da infiltrazioni di acqua diffuse in ampie zone, procedendo altresì alla stuccatura della facciata e alla riparazione delle cornici in pietra delle finestre.

DESCRIZIONE TECNICA
Il palazzo è stato oggetto di un approfondito rilievo, eseguito con l’uso di tecnologia laser scanner, effettuato dalla ditta incaricata dalla proprietà. Questa fase ha portato alla conoscenza delle forme dell’edificio con un accurato grado di dettaglio e di precisione metrica, fondamentale per una più completa lettura delle caratteristiche architettoniche e strutturali. Parallelamente sono state effettuate tutte quelle analisi relative ai materiali e alle strutture che saranno utilizzate negli interventi di consolidamento.

Il palazzo presentava strutture in elevazione in muratura piena, gli orizzontamenti costituiti da volte in muratura ai piani terra e in parte del piano primo e da solai in legno per la restante parte del piano primo e per i piani superiori; la copertura con struttura lignea con controsoffitti e volte in camorcanna. Le pareti esterne in muratura di laterizio a vista mentre nelle corti interne in parte a vista e in parte intonacate. La struttura della copertura era costituita da travi in legno a semplice o doppia orditura con travetti e successivo manto in pianelle o in tavolato di legno; presenti diverse tipologie di cornicioni con impiego di vari materiali quali pietra, laterizi, ventaglie in legno e tavolato.

Le coperture manifestavano infiltrazioni di acqua diffuse in numerose zone dovute a carenza del sistema di impermeabilizzazione. Le travi portanti e i travetti dell’orditura secondaria presentavano significativi fenomeni di inflessione e necessitavano di interventi di risanamento o sostituzione.
Il progetto di manutenzione aveva sicuramente come obiettivo quello di preservare l’identità dell’edificio esistente, ponendo la massima attenzione nella scelta dei materiali e delle finiture proposte mantenendo inalterati gli elementi caratteristici dell’edificio.

Il risanamento delle coperture ha comportato diverse fasi operative: Installazione di ponteggi su tutti i fronti del perimetro esterno del fabbricato e nelle facciate interne dei  cortili; Smontaggio del manto di copertura con recupero di tutto il materiale ritenuto idoneo al reimpiego; Smontaggio del sottostante pianellato o del tavolato ligneo con recupero di tutto il materiale ritenuto idoneo al reimpiego; Revisione della copertura lignea con verifica dell’orditura secondaria e sostituzione dei travetti inflessi o che presentano criticità; Rinforzo o la sostituzione degli elementi portanti non idonei staticamente e la formazione di un cordolo-tirante costituito da una piattabanda metallica posta all’ estradosso delle travi, fissata tramite barre filettate alle travi stesse e alla sottostante muratura di mattoni; La sostituzione delle strutture lignee esistenti secondo un adeguato dimensionamento per le coperture nei tratti su Via M. Froncini e Via P. Malatesta; Revisione generale dei cornicioni con sostituzione degli elementi ammalorati e risanamento del cornicione principale in pietra;  Riposizionamento in opera del pianellato o del tavolato ligneo con eventuale integrazione con pianelle di idonee caratteristiche da porre in opera nelle zone del sottotetto non visibili; Posa in opera di manto isolante in alcune parti del fabbricato; Posa di compensato marino come piano di irrigidimento; Posizionamento di una guaina impermeabilizzante su tutta la copertura; Posa del manto di copertura in coppi, integrando eventuali elementi rotti con coppi nuovi da porre nello strato inferiore non visibile; Sostituzione di grondaie e pluviali con analoghi elementi in rame; Posizionamento linea vita per tutta la copertura in modo da rendere agevoli i futuri interventi di periodica manutenzione.

In questa fase non si poteva certo non affrontare anche il consolidamento delle volte non strutturali in camorcanna che caratterizzano la parte dell’edificio verso Via San Francesco d’ Assisi e Via M. Froncini salvaguardando le decorazioni, gli stucchi e gli altri elementi di pregio presenti.

L’intervento di rinforzo, eseguito da una ditta specializzata in accordi con la D.L. e secondo le indicazioni della Soprintendenza, ha previsto l’impiego di un sistema a matrice inorganica, costituito da tessuto a rete in fibra di lino e malta a base di calce a grana fine. L’intervento realizzato a fasce generatrici per una larghezza di 0,80-1,00 m, di interasse 1,50 m, ha previsto delle fasce anche trasversali a quelle lungo le generatrici avendo particolare cura nel risvolto sulle centine in legno.

Alla fase di consolidamento è seguita quella di restauro vero e proprio, eseguito sempre da ditta specializzata valutando caso per caso i singoli interventi. Sicuramente il più suggestivo è stato quello delle vele nella volta del salone principale ritrovate durante la rimozione delle tamponature eseguite su una struttura di sostegno realizzate con centine in legno e canne. L’intervento ha così riconsegnato lo sviluppo architettonico originario della volta, ricca di lunette.

I lavori di manutenzione hanno riguardato anche il trattamento delle facciate del palazzo con l’obiettivo di non alterare l’aspetto architettonico ed estetico. Questa fase è stata preceduta dall’esecuzione di rinforzo e cucitura delle stesse murature esterne mediante barre elicoidali in acciaio inox AISI 316 trafilate a freddo installate in apposito perforo pilota nell’elemento strutturale, previo eventuale trattamento di ripristino delle superfici ammalorate, fornite e poste in opera mediante apposito mandrino a percussione.

Il restauro del paramento in mattoni faccia a vista ha previsto diverse fasi operative: pulitura, idrolavaggio della superficie muraria, ripresa delle murature, parziale stuccatura, previa scarnitura, con malta di calce e trattamento protettivo finale.

Tale intervento ha comportato necessariamente anche il restauro di tutte le parti in pietra che caratterizzano le facciate, principalmente su Via San Francesco d’ Assisi; in particolare il trattamento delle cornici e delle soglie in pietra arenaria che caratterizzano i prospetti, la riparazione degli elementi in pietra arenaria del cornicione principale e il restauro del portale al piano terra su Via San Francesco, il tutto mediante pulitura, consolidamento delle parti incoerenti con stuccatura e  trattamento finale di protezione.

IMPRESE ESECUTRICI
TMD S.r.l.: rilievo con tecnologia laser scanner;
ROSSI S.r.l. COSTRUZIONI E RESTAURI: impresa esecutrice appalto generale;
INNOVATIONS S.r.l.: intervento consolidamento volte in camorcanna, rinforzo e cucitura murature;
CONSORZIO PRAGMA_Direttore tecnico Rigaglia Davide: restauro volte in camorcanna;
GAMMA S.r.l.: restauro di cornici e cornicioni;
CBR RESTAURI S.r.l.: restauro del portale in pietra calcarea e arenaria.