urbanistica opere pubbliche

Piano di Recupero Palazzo Zagarelli

PIANO DI RECUPERO DI INIZIATIVA PRIVATA DI Palazzo Zagarelli, oggi Borgogelli Avveduti, SITO IN FANO, VIA SAN FRANCESCO D’ASSISI, N°68 IN VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL CENTRO  STORICO
2018   TIMELINE
Fano   CITY

TEAM PROGETTAZIONE
STUDIO DI ARCHITETTURA  Arch. M. Amadei - Arch. F. Caverni - Arch. A. Gori - Ing. Edile-Arch. F. Amadei

FOCUS PROGETTO

INTRO
Un Piano di Recupero di iniziativa privata di uno dei palazzi del Centro Storico di Fano che ha conservato più di ogni altro nella città il suo aspetto originario, Palazzo Zagarelli, oggi Borgogelli Avveduti, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano.

Pensare ad un riuso e ad una riqualificazione di un immobile riconducibile da un punto di vista architettonico ad una tipologia edilizia residenziale specialistica, quella dei palazzi storici sedi di famiglie nobiliari che hanno caratterizzato la formazione del tessuto urbanistico della città di Fano.

ESIGENZA PROGETTUALE
Obiettivo principale la valorizzazione del territorio.
Vista la normativa di riferimento che disciplina gli interventi ammessi per l’edificio in esame, al fine di riqualificare e valorizzare l’immobile e soprattutto la destinazione d’uso dell’edificio, nel rispetto dei caratteri del contesto del centro storico, si è resa necessaria una richiesta di approvazione di un Piano di Recupero di iniziativa privata in Variante al Piano Particolareggiato del Centro Storico approvato con D.C.C. n- 126 del 21 marzo 1980 e in relazione alla categoria di intervento proposte dal piano stesso.

DESCRIZIONE TECNICA
Palazzo Zagarelli, oggi conosciuto come Borgogelli Avveduti, è stato testimone di una duplice realtà nobiliare, trova sviluppo su tre fronti a formare quasi un intero isolato. Il fronte principale è prospicente Via San Francesco d’ Assisi, quelli laterali affacciano rispettivamente su Via Pandolfo III Malatesta e su Via Marino Froncini.

Un intero organismo edilizio riconducibile a due distinte partizioni architettoniche. La prima, certamente quella di maggior valore, trova un riferimento nella facciata su Via San Francesco di Assisi, dominata dal portale seicentesco, e in parte su Via Pandolfo III Malatesta e su Via Marino Froncini ed evidenzia le caratteristiche di un’architettura cinquecentesca-seicentesca contrapposto al rifacimento settecentesco-ottocentesco delle “ali laterali” sviluppate attorno al cortile.
Percorrendo l’androne, la scala a rampanti contrapposti si giunge al piano nobile in un luminoso androne con decorazioni a stucco e il grande salone di accesso con soffitto a padiglione lunettato.

L’area del Centro Storico, in cui insiste il fabbricato è classificata dal vigente PRG del Comune di Fano come “Zona A – Residenziali storico – artistiche”, le Norme Tecniche di Attuazione del PRG rimandano a quanto stabilito dal Piano Particolareggiato, sia per le destinazioni d’uso previste che per le categorie di intervento quali “A2 Interventi di Risanamento Conservativo”.
Il Piano di Recupero prevede la riqualificazione dell’intero edificio attraverso un intervento classificato come “A2.1 Interventi di Ristrutturazione Vincolata”.
Tale classificazione si inserisce nella vigente normativa del Piano Particolareggiato del centro storico, andando ad ampliarne le categorie di intervento e ponendo dei limiti agli interventi che di norma sarebbero consentiti.

Nuove destinazioni per una valorizzazione del bene, destinato quindi a spazi museali, spazi per mostre ed esposizioni, attrezzature culturali, ricreative, sociali e sede di associazioni.
Il progetto preserva l’identità dell’edificio esistente, ponendo la massima attenzione nella scelta dei materiali e delle finiture proposte mantenendo inalterati gli elementi caratteristici dell’edificio.
Conservazione degli spazi liberi quali corti, consolidamento delle murature e dei solai, della scala di collegamento, revisione della copertura, sostituzione degli infissi e revisione degli impianti, modifica dei collegamenti verticali nella zona di più recente costruzione, inserimento di un ascensore funzionale al collegamento dei quattro livelli distributivi nella porzione di fabbricato storicamente più antica, realizzazione di una sala polifunzionale al servizio comune delle attività culturali che si svolgeranno negli altri ambienti dello stesso palazzo e …. molto altro ancora.

Una ristrutturazione vincolata con riferimento ai limiti posti dalla nuova categoria di intervento al fine di tutelare l’originarietà del bene e quindi valorizzarne le caratteristiche architettoniche intrinseche.